Letteralmente significa spegnersi, estinguersi che nel caso dell’individuo può tradursi con il termine generico esaurito, bruciato, scoppiato. È stato utilizzato per la prima volta nel 1930 per segnalare nel campo sportivo un atleta incapace di riprodurre risultati e/o successi ottenuti. Viene ripreso poi a metà degli anni 70 per definire una patologia comportamentale che colpisce le persone che operano in campo relazionale ( quindi a contatto con molte persone)  e che, a torto o a ragione considerano insufficiente la gratificazione che giunge dal loro lavoro: sono soggetti a rischio quindi insegnanti, medici, psicologi, operatori delle forze dell’ordine. Inizialmente si manifesta attraverso difficoltà nel rilassarsi dalle fatiche e recuperare le energie, si passa ad un atteggiamento distaccato nei confronti del lavoro che diventa successivamente indifferenza ed inefficienza. Le cause, inizialmente accentrate sull’individuo che le palesa, sono in realtà da ricercare in quei modelli lavorativi laddove la componente umana viene considerata in modo superficiale e secondario