Sotto il profilo etimologico il termine mobbing nasce dal gerundio sostantivato del termine mob derivante dalla voce latina mobile vulgus atta ad individuare persone di basso livello sociale in movimento dedita ad attività volte al vandalismo ed alle sommosse. L’etologo austriaco Konrad Lorenz (1903  1989) all’inizio degli anni 70 utilizzò tale termine per caratterizzare il comportamento di alcuni animali della stessa specie volto ad escludere un membro dal gruppo.

La definizione ufficiale del termine  ci giunge dalla Gesellschaft gegen psychosozialen Streβ und Mobbing e. V. (Associazione contro lo Stress Psico-sociale ed il Mobbing), fondata in Germania nel 1993, secondo cui il Mobbing consiste in una comunicazione conflittuale sul posto di lavoro tra colleghi o tra superiori e dipendenti nella quale la persona attaccata viene posta in una posizione di debolezza e aggredita direttamente o indirettamente da una o più persone in modo sistematico, frequentemente e per un lungo periodo di tempo, con lo scopo e/o la conseguenza della sua estromissione dal mondo del lavoro. Le persone che tengono tale atteggiamento vengono dette mobbers e questo processo viene percepito dalla vittima come una discriminazione

Nel campo delle relazioni umane tale comportamento si può perpetrare sia negli ambienti di vita (famiglia,amici, scuola) che di lavoro. Lo scopo di tali comportamenti è quello di emarginare persone che sono ritenute scomode e non funzionali ai fini e ai progetti del gruppo di cui fa parte.

Tali azioni possono passare  dalla dequalificazione di mansioni lavorative alle maldicenze sino a giungere alla vera e propria emarginazione all’interno dell’ambiente di lavoro per costringere l’individuo ad un allontanamento “spontaneo”. Secondo Harald Ege, uno tra i più accreditati conoscitori  dei fenomeni di mobbing in Italia, il fenomeno di svolge attraverso sei fasi (più una prefase tipica italiana) a differenza del modello proposto da Heinz Leymann, (psicologo e psichiatra di origine tedesca, mentre lavorava all’Istituto di Medicina del lavoro nazionale svedese) in quanto in Italia ha delle connotazione che lo differenziano da modelli analoghi presenti in altri paesi europei. La dinamica si svolge attraverso le seguenti fasi:

a) pre-fase: condizione zero.

In questa fase non si parla ancora di mobbing, poiché il conflitto vede tutti contro tutti e non è ancora presente una vittima ben identificata. Non c’è dunque ancora la volontà di distruggere qualcuno in particolare, ma solo di emergere e di elevarsi sopra gli altri.

b) 1°fase: Il conflitto mirato.

Il conflitto prende una svolta e individua un obiettivo specifico, quello di distruggere l’avversario. Il conflitto non riguarda più solo il lavoro, ma si dirige sempre più verso il privato.

c) 2° fase: l’inizio del mobbing.

Gli attacchi da parte del/dei mobber non causano ancora sintomi o malattie psicosomatiche sulla vittima, ma le suscitano malessere  a causa del peggioramento  delle relazioni con i colleghi.;

d) 3° fase: primi sintomi psico-somatici.

La vittima comincia a manifestare sfiducia in se stesso e iniziano ad insorgere le prime patologie stress – correlate quali insonnia e problemi digestivi ;

e) 4°fase: errori ed abusi dell’amministrazione del personale.

Il caso di Mobbing diventa di dominio pubblico e diviene oggetto di valutazione da parte dell’ufficio personale dell’azienda;

f) 5°fase: serio aggravamento della salute psico-fisica della vittima.

Vi è  un peggioramento delle condizioni di salute della persona perseguitata che cade in una depressione più o meno grave e inizia fare uso di psicofarmaci, spesso inefficaci, e abusa di fumo e alcool. Contestualmente il rendimento sul posto di lavoro inizia a peggiorare in modo significativo e l’azienda intraprende azioni disciplinari nei confronti del dipendente, cosa che fa precipitare ulteriormente la situazione.

 g) 6°fase: esclusione dal mondo del lavoro.

Questa fase implica l’uscita della vittima dal mondo del lavoro, tramite dimissioni volontarie, licenziamento, ricorso al prepensionamento o anche esiti traumatici quali il suicidio, lo sviluppo di manie ossessive, l’omicidio, la vendetta sul mobber.

Secondo altri autori il fenomeno del mobbing si può differenziare in mobbing orizzontale (carnefice e vittima ricoprono lo stesso livello mansionale) e  verticale. Quest’ultimo si può differenziare ulteriormente in ascendente ( mobber gerarchicamente superiore,  detto anche bossing) e discendente ( il mobber  è un sottoposto  della potenziale vittima).

Gli attori del mobbing sono

Il mobber

Il mobbizzato

Gli spettatori

 

 

Filmografia

Mi piace lavorare  - Un film di Francesca Comencini. Con Nicoletta Braschi 

I diabolici - Un film diretto da Henri-Georges Clouzot. Con Simone Signoret

Una donna in carriera - Di Mike Nichols con Harrison Ford

Rivelazioni - un film di Barry Levinson con Demi Moore, Michael Douglas, Donald Sutherland